Perché sullo stesso veicolo con start and stop convivono due batterie diverse, e che cosa cambia fra l’una e l’altra? Le due possibilità di acquisto sono la batteria di avviamento standard, la stessa che monta qualsiasi utilitaria senza elettronica di gestione, e la batteria progettata per un motore che riparte da solo a ogni sosta. Sulle vetture che spengono il motore al semaforo e lo riaccendono al rilascio del freno, la scelta fra le due non è libera quanto sembra davanti al banco del ricambista. La più economica delle due costa meno soltanto finché resta imballata, perché il sistema di bordo la rifiuta appena la metti in funzione.
Lo spegnimento a veicolo fermo moltiplica i cicli di avviamento
Il sistema start and stop spegne il motore quando il veicolo è fermo e lo riavvia alla ripartenza, e sottopone la batteria a un numero di cicli di avviamento incomparabile con quello di un impianto tradizionale. Conta le soste di un tragitto urbano qualunque, fra semafori, code e incroci: ognuna è un avviamento in più a carico della stessa batteria. Il carico cambia anche di natura, perché lo spegnimento a veicolo fermo comprime la ricarica nei pochi minuti di marcia che separano una sosta dall’altra.
Da lì nascono le differenze costruttive fra i due tipi di batteria. Quelle progettate per questo regime montano piastre in piombo-calcio rinforzate e accettano una ricarica rapida che recupera energia durante le frenate, mentre una batteria normale lavora con i tempi di un impianto che parte una volta sola a viaggio. Le caratteristiche che contano stanno lì, nelle piastre e nel regime di carica. Il filtro di catalogo delle pagine batteria lo scrive senza giri di parole: una batteria di avviamento standard non può soddisfare i requisiti di un veicolo con sistema start and stop, e su una vettura così equipaggiata è necessario installare una batteria dedicata. Il requisito è una condizione di funzionamento prima che una preferenza commerciale. Se confronti i prezzi delle due a scaffale finisci fuori strada: il criterio che decide è il tipo di avviamento imposto da un motore che si spegne a ogni sosta, e su quello non hai voce in capitolo.
Le AGM e l’elettrolito assorbito nella microfibra di vetro
Sul mercato del ricambio la categoria prevista per i veicoli con spegnimento automatico del motore, le batterie start and stop, arriva in due tecnologie distinte, e la prima porta la sigla AGM. Norauto, che a catalogo affianca alle marche dei produttori la propria linea, tratta le due come prodotti diversi, perché diversi sono i veicoli che le montano. AGM sta per Absorbent Glass Mat: un separatore in microfibra di vetro assorbe completamente l’elettrolito ed elimina il liquido libero all’interno della batteria.
Da quel separatore discendono i vantaggi che puoi verificare nelle batterie AGM: sono esenti da manutenzione e a prova di perdite, resistono alle vibrazioni più delle batterie standard e dichiarano un’autoscarica inferiore al 3% mensile, il che le rende adatte anche alle auto che usi di rado. Sono la tecnologia indicata per gli start and stop avanzati, quelli che spengono il motore anche nelle soste brevi, e per le vetture con molte utenze elettriche a bordo, come infotainment, sedili riscaldati e portellone elettrico.
Due indizi ti dicono quasi sempre che cosa stai guardando. Se la batteria è alloggiata nel bagagliaio o sotto il sedile, è quasi sempre una AGM, per ragioni di sicurezza legate ai gas emessi in fase di carica. E se guidi una vettura asiatica con start and stop, controlla il ricambio con attenzione: per alcuni di quei modelli esistono AGM dedicate.
Le EFB, piastre rinforzate per lo spegnimento di base
EFB sta per Enhanced Flooded Battery, e sotto quella sigla trovi un’evoluzione del piombo-acido con una rete di poliestere che stabilizza le piastre e ne aumenta la resistenza ai cicli di carica e scarica. Le batterie EFB sopportano da due a tre volte più cicli di avviamento delle convenzionali, tengono prestazioni più stabili con il caldo e il freddo intensi e sono destinate agli start and stop di base, quelli che spengono il motore solo a veicolo completamente fermo. La ragione sta nelle piastre rinforzate: più spesse, con additivi nel materiale attivo che riducono la solfatazione e un disegno che migliora l’accettazione della carica nelle ricariche brevi tipiche della guida urbana.
La manutenzione ordinaria che ti riguarda è poca cosa: un controllo mensile dei terminali e, se percorri solo tratte urbane, un tratto extraurbano al mese di circa mezz’ora, che consente la ricarica profonda. Resta da capire quando conviene passare da una batteria EFB a una AGM, e il confine lo traccia il tuo veicolo: se il tuo start and stop interviene solo a veicolo completamente fermo, una batteria EFB copre il lavoro; se interviene anche nelle soste brevi, o se la vettura porta molte utenze elettriche accese, l’AGM non è un miglioramento facoltativo, è il requisito.
Il BMS riconosce la tecnologia montata, e se ne accorge subito
Il sistema di gestione della batteria, il BMS, è calibrato su una tecnologia specifica. Se sostituisci una AGM con una EFB, il sistema rileva l’incompatibilità e disattiva la funzione start and stop: il motore smette di spegnersi ai semafori e tu te ne accorgi al primo tragitto. C’è anche un segnale da leggere al contrario: su un veicolo con start and stop gli errori persistenti che restano dopo il reset del BMS sono elencati fra i segnali di fine vita della batteria.
C’è poi un adempimento che non puoi saltare. Sui veicoli con start and stop la sostituzione richiede la registrazione della nuova batteria nel BMS, e il catalogo Norauto abbina ai prodotti dedicati un servizio complementare di diagnosi e codifica. È l’operazione che allinea la gestione elettronica della carica alla batteria che hai appena montato.
Sui morsetti l’ordine conta, e nei fermi lunghi la carica va conservata
In smontaggio scollega prima il cavo negativo e poi il positivo; in montaggio inverti la sequenza, prima il positivo e poi il negativo. Il terminale positivo è rosso e porta il segno più, il negativo è nero o verde con il segno meno, e mentre lavori i cavi non devono toccarsi né toccare parti metalliche del veicolo. Installa la batteria nuova nello stesso orientamento della precedente, rimonta il fissaggio per bloccarla in marcia e serra i morsetti senza eccedere.
Se lasci l’auto ferma a lungo, ricorda che le AGM soffrono le scariche profonde: oltre due settimane di sosta vanno tenute sotto carica per conservare il livello. Ricorda l’ultimo passaggio: dopo un fermo prolungato una AGM arriva alla scarica profonda, e alimentarla per tutta la durata della sosta le evita il danno.
