Fino a poco tempo fa Xiaomi era associata quasi esclusivamente a smartphone e tecnologia di consumo. Oggi, invece, il marchio sta provando a ritagliarsi uno spazio stabile anche nell’auto. Il suo ingresso nel settore è recente: la prima vettura, la berlina SU7, è stata lanciata nel 2024 e ha segnato l’avvio ufficiale della divisione automotive.
La cosa interessante è la velocità con cui Xiaomi sta cercando di ampliare l’offerta: non più un singolo modello “bandiera”, ma una strategia che tende a coprire più bisogni (prestazioni estreme, SUV grandi da famiglia, progetti di immagine). In questo contesto si inseriscono tre nomi che stanno concentrando l’attenzione: YU7 GT, YU9 con range extender e il concept Vision GT legato a Gran Turismo.
YU7 GT: il SUV elettrico che punta a cambiare la percezione del brand
Il primo tassello è la YU7 GT, una variante ad alte prestazioni di un SUV elettrico che Xiaomi sta portando verso il mercato premium. La sua credibilità non nasce solo dai rumor: la vettura è comparsa nelle pubblicazioni regolatorie cinesi (MIIT), un passaggio che di solito precede di poco l’arrivo commerciale.
A livello di stile, la GT sembra costruita per comunicare “muscoli”: carreggiate più importanti, passaruota enfatizzati, paraurti ridisegnato e un posteriore dominato da un diffusore vistoso. In altre parole, non è un semplice allestimento: l’intento è far capire subito che si tratta della versione più cattiva della famiglia.
Dimensioni e proporzioni: perché crescono
Uno degli elementi tecnici più citati riguarda le misure: le ricostruzioni parlano di una lunghezza di circa 5.015 mm e di un passo di 3.000 mm, valori coerenti con un SUV di fascia alta e con un pacchetto aerodinamico dedicato.
In questi casi le dimensioni non sono solo “numeri”: più passo e più ingombri possono aiutare a gestire potenze elevate, rafforzare la stabilità alle alte velocità e lasciare spazio a componenti maggiorati (assetto, raffreddamento, gomme più generose).
Potenza e velocità: l’obiettivo è il titolo sui “mille cavalli”
Sul fronte prestazioni, YU7 GT è il modello che punta a fare notizia. Le informazioni diffuse indicano un sistema a doppio motore con potenza combinata di 738 kW e una velocità massima dichiarata di 300 km/h.
Sono valori che, per un SUV, suonano quasi da hypercar. È giusto tener presente che, finché non arrivano prove e dettagli definitivi, la prestazione reale dipende da tante variabili (gestione termica, condizioni, taratura software, pneumatici). Ma il messaggio industriale è chiaro: Xiaomi vuole una “halo car” in formato SUV, capace di spostare la percezione del marchio verso l’alto.
Quanto costerà e quando arriverà
Per prezzo e calendario, al momento si ragiona soprattutto su stime: in Cina si parla spesso di una fascia 450.000–500.000 yuan, con posizionamento da premium accessibile rispetto alle super-SUV occidentali.
Quanto al debutto, varie fonti di settore collocano l’arrivo nella prima metà del 2026, coerente con l’esposizione sempre più “scoperta” del modello e con il passaggio nei canali regolatori.
YU9: il SUV grande che introduce l’EREV nella strategia Xiaomi
Il secondo progetto cambia registro. Se YU7 GT è “elettrico puro e performance”, YU9 (spesso associato al nome in codice Kunlun) viene descritto come un SUV molto grande, con impostazione familiare e configurazione a 7 posti, ma con una scelta tecnica diversa: il range extender (EREV).
Il concetto EREV può essere rassicurante per molti utenti: l’auto è mossa da motori elettrici, ma un motore termico a bordo produce energia quando serve, riducendo la dipendenza dalle colonnine nei viaggi lunghi. In un maxi SUV, dove pesi e consumi energetici possono crescere, questa formula è spesso usata per coniugare comfort, autonomia e praticità.
Cosa sappiamo su batteria, autonomia e dimensioni
Le informazioni più ricorrenti attribuiscono a YU9 una batteria intorno agli 80 kWh e una percorrenza in modalità solo elettrica superiore ai 400 km secondo ciclo CLTC (standard cinese).
Sul corpo vettura, le ricostruzioni parlano di una lunghezza intorno ai 5,2 metri, quindi pieno territorio “maxi SUV”.
Su alcuni numeri più spinti (come la possibile autonomia totale molto elevata) le fonti non sono sempre uniformi e conviene aspettare conferme ufficiali: è normale, in questa fase, che dettagli e configurazioni restino fluidi.
Perché l’EREV è una mossa intelligente (anche se Xiaomi era partita BEV)
Finora Xiaomi è stata identificata con l’elettrico puro. Inserire un EREV in gamma non è una “marcia indietro”: è spesso un modo per coprire un tipo di cliente diverso. Un SUV a sette posti ha un target specifico: famiglie, lunghi tragitti, utilizzo intenso. In questo scenario, un range extender può diventare la risposta più pragmatica, soprattutto in mercati dove la ricarica rapida non è sempre semplice o “comoda” come sulla carta.
Vision GT: l’auto che non si compra, ma serve a far parlare
Il terzo elemento, infine, gioca sul piano dell’immagine. La Xiaomi Vision GT è un concept presentato a Barcellona durante il Mobile World Congress 2026 e sviluppato per il progetto Vision Gran Turismo collegato a Gran Turismo 7.
Qui non c’è un listino, né un ordine in concessionaria: il senso è mostrare un’idea di stile e performance “libera” dai vincoli produttivi, in un contesto ad altissima visibilità. Secondo le informazioni diffuse, Xiaomi è entrata nel programma come 36° marchio coinvolto e la Vision GT è indicata come 51° concept della collezione.
Aerodinamica: il numero che Xiaomi vuole mettere in vetrina
Tra i dati tecnici citati per la Vision GT compare un coefficiente aerodinamico di 0,29, con un lavoro mirato a bilanciare efficienza e carico. È un dettaglio importante perché racconta una direzione: anche quando l’auto nasce “virtuale”, Xiaomi prova a far passare l’idea di un progetto ragionato, non solo scenografico.
Il senso complessivo: tre prodotti, tre messaggi
Guardando insieme YU7 GT, YU9 e Vision GT, il disegno del 2026 è abbastanza leggibile. La GT serve a dire “siamo capaci di prestazioni fuori scala”. YU9 serve a dire “sappiamo anche fare un’auto grande, comoda e pensata per la vita reale”. La Vision GT serve a dire “abbiamo un’immagine globale e possiamo giocare nello stesso spazio simbolico dei marchi più noti”. È un modo rapido per occupare più territori, in un momento in cui il mercato cinese dell’auto elettrica è competitivo e la differenza tra un marchio che resta “episodico” e uno che diventa “costruttore vero” si misura proprio sulla capacità di allargare la gamma e renderla coerente
